I fratelli Aldo e Giuliano Mazucco sulla finestra dello studio fotografico del padre.
L'ingresso dell'atelier una volta era dal Corso Italia (ex Corso Vittorio Emanuele III),
passò poi in via Locchi al numero 2.



GIOVANNI BATTISTA MAZUCCO

Nel 1904 inizia la sua professione di fotografo a Gorizia, ma, dalla domanda che presenta alle autorità civiche per ottenere la licenza, si desume che egli fosse da tempo presente in città e che avesse svolto lavori “tanto di fotografia in genere” quanto “quegli (sic) di ritratti a pastello ed a olio per commissione di rispettabili famiglie di Gorizia”(1). Il “pittore e fotografo” veronese -nato il 23 luglio 1869(2)- lavora nei primi anni di permanenza a Gorizia insieme a un’altro pittore rimasto sconosciuto(3). Lo studio “Artistico Fotografico” di G. B. Mazucco ha sede in Corso Francesco Giuseppe 32, nei locali che oltre ad Arthur Floeck avevano ospitato anche Helene Hofmann e che il nuovo proprietario ha “provveduto di ricco e copioso materiale atto a soddisfare la più difficile esigenza moderna”(4).
Il 26 novembre 1904 sposa Giovanna Orasch, dalla quale avrà sei figli; il primogenito
Aldo ed il fratello Giuliano continueranno l’attività dello studio sino al 1985.
Sin dall’inizio, Mazucco si avvale dell’apporto di operatori itineranti (Vittorio Gentilli, Giuseppe Bosig e Massimo Cirmann)(6), alla ricerca di clientela nell’ampia area che si estende dall’Istria al Friuli. Nel corso del 1907 sposta l’atelier al n. 36 di Corso Verdi, dove rimane fino alla vigilia della Prima guerra mondiale, quando viene autorevolmente consigliato di lasciare la città per sottrarsi alle misure di polizia che di lì a poco sarebbero state applicate a tutti i “regnicoli”.
G.B. Mazucco ritorna a Verona dove per tutta la durata del conflitto, assume la gestione dello studio Oppi in via Castelvecchio, documentando tra l’altro la vita delle truppe italiane nelle retrovie. La partenza, avvenuto così precipitosamente, non gli consente di trasferire nella nuova sede l’ingombrante corredo di attrezzatura del quale, negli anni, si era dotato.
La gestione dello studio é affidata allora ad un suo assistente, Carlo Stoisser, e a due ritoccatrici della cui opera si era servito precedentemente; intrattiene con loro, per l’intero periodo bellico, un saltuario rapporto epistolare, dal quale, tra l’altro, apprendiamo che la gran parte dei fotografi professionisti goriziani abbandona la città nel corso della guerra(7).
Nell’immediato dopo guerra G. B. Mazucco ritorna in città ed insedia il suo studio in Corso Vittorio Emanuele III n. 34.



Giovan Battista Mazucco



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